Gennaro Duccilli

Essere Don Chisciotte al Teatro Flaiano

In prima nazionale a Roma Gennaro Duccilli e gli attori del Teatro della Luce e dell'ombra in

una messinscena visionaria che unisce le divertenti avventure “da strada” di Don Chisciotte a momenti poetici, drammatici e di introspezione psicologica.

dal 21 novembre al 1 dicembre

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UNA SCENOGRAFIA D'AUTORE

UN PERSONAGGIO

MITICO

UNA MESSINSCENA

DAI PIU VOLTI

Diretto e interpretato da Gennaro Duccilli la pièce unisce momenti divertenti ad atmosferiche, poetiche, drammatiche.

Il tutto ad un gran ritmo.

Scenografia del M° Sergio Gotti che alterna la Parigi dell'800 alla Mancha dell'Opera in un allestimento assolutamente inedito e originale.

Il fascino di un personaggio assoluto, un mito fonte di ispirazione per tutte le generazioni. Interpretato da Gennaro Duccilli dopo i successi di Dr. Jekyll & Mr. Hyde e Caligola

UNA DELLE PIU GRANDI OPERE DI TUTTI I TEMPI

Considerato il primo romanzo moderno i protagonisti del romanzo di Cervantes sono i più celebrati personaggi della letteratura di tutti i tempi.

Don Chisciotte

Don Chisciotte (spagnolo Don Quijote) Protagonista dell’omonimo romanzo di M. de Cervantes Saavedra pubblicato in due parti nel 1605 e nel 1615. D. della Mancia è il personaggio più notevole della letteratura spagnola di tutti i tempi, e figura pressoché universale, per quanto di simbolico è racchiuso nel racconto delle sue imprese.


Protagonista del celebre romanzo, D. aspira a restaurare la giustizia nel mondo emulando gli eroi dei romanzi cavallereschi, eroi di una realtà tramontata, ma in cui egli crede fermamente.

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Note di Regia

Don Chisciotte della Mancha, per la regia di Gennaro Duccilli, è una messa in scena che, pur rispettando a grandi linee gli avvenimenti narrati nel romanzo di Cervantes, cerca di dare un senso inedito alla folle storia di Don Quijote.


Innanzitutto, Don Chisciotte è un libro che, parafrasando quanto ebbe a scrivere Michel Foucault, è la sua stessa esistenza: “Lungo grafismo magro come una lettera, eccolo emerso direttamente dallo sbadiglio dei libri (...), non è che linguaggio, testi, fogli stampati, storia già scritta.”

Eppure a questo personaggio non manca la “vita”. Don Chisciotte, pazzo per i libri di cavalleria, folle bambino adulto, “gioca” e fa sul serio nello stesso tempo. Nella confusione fra arte e vita, egli finalmente “recita”, perché davvero “vive”.


Come il poeta per Fernando Pessoa, così anche l’attore-Chisciotte finisce per fingere “così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente”.


Pur rimanendo “personaggio comico” fino alla morte, egli mostra nella sua follia individuale la scandalosa utopia del teatro. Dulcinea è il nome di quest’ultima. Non importa se sia vera o non vera: ella nomina quel luogo-non luogo della compiuta “identità” tra realtà e finzione; è quel punto metafisico in cui convergono la follia della mente e quella della scena.

con il Cavaliere della Bianca Luna...

Ma parallelamente al dispiegarsi delle avventure che restituiscono scenicamente la vicenda “esteriore” della composizione del romanzo, lo spettacolo sviluppa le caratteristiche drammaturgiche “interiori” e quelle più propriamente teatrali, per dare, attraverso una sorta di respiro del Drago, “forma di incanto”, all’esperienza donchisciottesca.

Lo spettacolo ripercorre le tappe più significative dell’esperienza del folle manchego e del suo fido scudiero Sancho Panza (consolazione di Don Chisciotte, ma anche sua controparte, sua creatura e tuttavia “un altro” che impedisce alla follia di rinchiudersi in una gabbia isolante), privilegiando le cosiddette avventure “da strada”: la scena dell’investitura, quella dei “Mulini a vento”, il “Castello incantato”, la conquista dell’elmo di Mambrino, l’incontro con i commedianti, l’incredibile discesa nella grotta di Montesinos, la pazzia,il duello finale

Lo spettacolo

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Cast Artistico

Gennaro Duccilli, Maurizio Castè, Lina Bernardi, Eleonora Cardei, Giovanni Sorrentino, Giordano Luci, Ariela La Stella, Antonio Maria Duccilli


Cast Tecnico

Aiuto Regia: Eleonora Cardei; Scene: Sergio Gotti; Costumi: Ines Delle Vedove; Luci: Antonio Accardo; Audio: Giulio Duccilli; Organizzazione: Teresa Barberio

Foto di scena del Don Chisciotte

Una selezione di foto dello spettacolo

che andrà in scena al Teatro Flaiano

Puoi riservare i tuoi biglietti chiamando il Botteghino del teatro Flaiano

Tel. 06375135710637514258

Mail segreteria@teatroflaiano.com


Orari Botteghino

dal lunedì al sabato 10-13:30 15-19:30

domenica 14.30-19.00


Orari Spettacoli

dal giovedì al sabato ore 21.00

domenica e festivi ore 17.30


Oppure puoi contattare la Compagnia Teatrale

tel. 0649775450

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Inaugurato nel novembre del 1928 con il nome Teatro dei Fanciulli dal Cavalier Gioacchino Flamini.


Nel 1944 cambiò nome diventando Teatro Arlecchino, ritrovo di artisti e intellettuali come Anna Magnani, Valentina Cortese, Luchino Visconti, Vittorio Caprioli, Gianrico Tedeschi, Bice Valori, Monica Vitti, Valeria Moriconi, Gianni Agus e Raffaele Pisu. Dopo un periodo di routine sarà Aldo Fabrizi a ridargli nuova vita e nuova veste.

Nel 1969 diventa Teatro Ennio Flaiano (in omaggio allo scrittore pescarese che qui ha rappresentato, insieme ad altri intellettuali dell'epoca, il suo "teatro tascabile").


Nel 1990 la gestione del teatro passa dal teatro di Roma a Teatro e Società nella persona di Pietro Mezzasoma che lo ristruttura completamente e lo gestisce fino al 1996 anno in cui verrà affidata la direzione artistica a Maurizio Costanzo, in questi anni si alterneranno artisti come Valeria Moriconi, Anna Proclemer, Glauco Mauri, Ottavia Piccolo, Paolo Poli, Piera Degli Esposti, Sandro Massimini, Maurizio Micheli, Lucia Poli, Giorgio Albertazzi, Franco Graziosi, Leopoldo Mastelloni.

Il teatro Flaiano

Un vero gioiello in stile liberty nel centro di Roma (a 100 metri da Piazza Venezia e Largo di Torre Argentina) rimasto intatto nel corso degli anni, che vi porterà indietro nel tempo.

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Teatro della Luce e dell'Ombra