Officina dell'Informazione

Nel Marzo 2006 la redazione di Skacco al Re e del Combat Lab insieme ad altre realtà territoriali sensibili al tema dell’informazione hanno dato vita all’Officina dell’Informazione.

Nel corso degli anni, in Valdarno, abbiamo assistito al nascere e anche al tramontare di realtà di lotta, sulla scia dei cicli altalenanti dei movimenti contro la guerra, per l’autogestione degli spazi sociali, dei movimenti studenteschi, delle varie campagne contro le multinazionali. Sono nati strumenti di informazione per rispondere alle necessità particolari di rompere quelle barriere di omertà e mistificazioni erette dai media “ufficiali”. Anche le origini delle soggettività che hanno avviato questo progetto non sono certo lontane da simili esperienze. Come Officina di Informazione abbiamo voluto fare un passo avanti, consolidare le esperienze del passato e proiettarle nel futuro attraverso la creazione di un centro di informazione in Valdarno, al fine di poter rendere più incisiva la nostra voce e trasmettere con più forza all’esterno il nostro modo di concepire il mondo; un progetto attraverso cui tentare di abbattere i limiti che costringono la nostra informazione in spazi troppo stretti e talvolta autoreferenziali. Ripartendo dalle origini della discussione che poneva al centro il valore dell’informazione nella nostra società, -peraltro oggetto anche di un’iniziativa organizzata nel novembre ’04 con i compagni di Nuova Unità-, vediamo come questa rivesta sempre un ruolo importantissimo; l’informazione è potere, i mass media sono armi, disposte a fianco degli altri potenti congegni politici e militari, che le classi dominanti muovono e azionano per appagare la loro voracità di ricchezza e smania dominatrice. Ma a differenza di quelle convenzionali, i mezzi di comunicazione di massa hanno la capacità di alleviare il dolore e calmierare il risentimento di un’opinione pubblica disturbata e violentata da tanti orrori attraverso un semplice meccanismo di alterazione della verità. Questi producono coscienza, con il loro controllo questo sistema si garantisce il consenso necessario alla sua sopravvivenza.

Quindi crediamo che sia piuttosto balzana l’affermazione di molti che sostengono di fare informazione ponendosi al di sopra di ogni fazione e di ogni interesse. Noi rivendichiamo il nostro essere partigiani, vogliamo fare un’informazione che guardi agli interessi della classe operaia e di tutti i lavoratori e dei popoli in lotta contro l’oppressore; un’informazione che possa offrire strumenti di emancipazione dallo sfruttamento e dalla dipendenza. Allo stesso modo reputiamo sia insufficiente la posizione di molti che pretendono di difendersi da un sistema che restringe sempre più gli spazi di agibilità (ma che certo non annienterà) ergendo e sventolando i valori di libertà di stampa, di espressione, di opinione. Questi valori sono validi solo entro confini ideologici disegnati per mantenere interi popoli o la maggioranza dell’opinione pubblica nell’ignoranza o, peggio ancora, nell’indifferenza. La lotta costruita solo intorno alle denunce di non democraticità, intorno al garantismo, possiamo lasciarla a chi pensa e vuol far credere che questo sistema, anche se imperfetto, sia l’unico possibile. La nostra lotta deve saper coniugare il piano resistenzialistico con la prospettiva di avanzamento, due elementi inscindibili, attraverso strumenti adeguati. Ed è ciò a cui vorremmo andare incontro con l’avvio di questo progetto.

All’interno dell’Officina di Informazione sono confluiti quegli strumenti d’informazione che già erano esistenti e che abbiamo ritenuto opportuno non eliminare; abbiamo però cercato di dare loro un indirizzo preciso così da rendere la nostra attività redazionale nel suo complesso tendente a realizzare l’unità delle forze e l’organicità dei vari strumenti. Da questo progetto è nato anche un ulteriore strumento che potesse accogliere il bisogno di dare spazio alla cultura: la fanzine “zaf!”. Con questa vogliamo cercare di rispondere all’emarginazione di tutta quella cultura che, non essendo profittevole per il mercato o non adeguatamente omologata, rimane invisibile ai più. Con il foglio mensile di informazione Combatlab, diffonderemo periodicamente un’informazione su fatti recenti cercando di raggiungere il maggior numero di persone possibile anche attraverso iniziative nelle piazze. Per quanto riguarda la rivista Skacco al Re vorremmo soffermarci brevemente su alcuni cambiamenti che ha subito: da un lato troverete una divisione in categorie meno rigida e vincolante, poiché la selezione degli articoli non avverrà sulla base di accadimenti da riprodurre in articoli di cronaca, ma sulla base di argomenti che di volta in volta si presteranno ad essere oggetto di articoli più analitici, inchieste, approfondimenti che riteniamo possano essere utili a stimolare delle riflessioni critiche e costruttive sull’attualità e sulle prospettive future. Dall’altro lato abbiamo voluto modificare il sottotitolo (giornale di controinformazione da Arezzo e Valdarno) perché non ci riconosciamo in soggetti che producono controinformazione ma che producono informazione e combattono, su questo piano particolare, la disinformazione dei mass media. Inoltre accompagneremo a questi strumenti cartacei vari progetti che si basano sulla diffusione via web. Tra questi, oltre al portale contenente tutta l’informazione proposta su carta, anche un servizio di podcasting culturale e politico.

Poiché questo progetto è solo al suo inizio, sarà adesso necessario cercare di consolidare ciò che abbiamo costruito, rimanendo comunque sempre aperti a nuovi contributi e ad altri possibili sviluppi che vadano anche verso forme nuove di comunicazione e di informazione. La nostra speranza è che questo progetto, pur con tutti i suoi limiti, possa comunque portare un contributo alla costruzione di una società migliore.

----------------

Officina dell'Informazione
Associazione culturale
Località Corbinaia, Faella - Pian di Scò, 52026 Arezzo