Il centro attivo Don Chisciotte nasce nel Gennaio del 2004 e si insedia immediatamente in una ex scuola elementare a Vacchereccia (Cavriglia), in accordo informale con il Comune.
Dopo poche settimane dalla formazione del collettivo, esce il numero zero dalla fanzine “donchisciotte”, una sorta di presentazione di intenti, distribuita attraverso una piccola iniziativa nella piazza di San Giovanni Valdarno.
L’obiettivo era quello di creare un Centro sociale valdarnese, impresa quasi impossibile se facciamo eccezione dell’occupazione di oltre 10 anni prima da parte del Collettivo Antinebbia (sgomberato dopo qualche settimana). La strada intrapresa, è quindi, quella del dialogo con l’amministrazione comunale di Cavriglia, con l’obiettivo di estendersi ed ingrandirsi con il passare degli anni.
Infatti, in seguito ad un appoggio iniziale all’ARCI, e agli accordi con il Comune, la concessione iniziale della sede era limitata al solo corridoio della scuola elementare di Vacchereccia. Con il passare del tempo, però, il Centro ha preso forma con la gestione delle altre aule della struttura e del giardino, dove è stato costruito il palco per le serate estive.
Il primo anno di vita vola via veloce, attraverso iniziative culturali e spettacoli. Il nome del centro comincia a farsi conoscere attraverso una tre giorni organizzata a Terranuova Bracciolini contro le privatizzazioni dei servizi: “facciamo la festa alle privatizzazioni” apre al Donchisciotte molto strade, soprattutto grazie alla collaborazione con altre realtà autogestite valdarnesi, come il già citato Collettivo Antinebbia, il Valdarno Social Forum e altre associazioni aderenti.
Proprio in seguito a questa esperienza nasce una collaborazione con l’associazione “Maldarno”, contenitore di gruppi emergenti locali.
Il secondo anno di vita del Donchisciotte, è infatti, pieno di soddisfazioni: oltre alle numerose serate sia invernali che estive, che hanno portato a suonare nella nostra struttura gruppi emergenti di grande valore (come Talco, Malasuerte FISUD, Qui Quo Ska, Young Silencers, Strict Line, Fields of Joy, Tunas, Neuro Disney e Miss Violetta Beauregarde), vengono organizzate iniziative e conferenze sulla musica (con ospiti d’eccezione come Gianni Moroccolo e Luca Lanzi) e sulla storia del punk rock (con la presenza di Marco Philopat e Tony Riot Mind), nasce un nuovo organo di informazione mensile (ghindaba!, selezione di notizie dalla rete che non trovano rilievo nei media nazionali). Vengono inoltre organizzati corsi di formazione gratuiti (di chitarra e lingua spagnola), cineforum e iniziative di solidarietà (come “è freddo fuori….”, con raccolta e distribuzione di vestiti per i senza fissa dimora di Firenze, avvenuta nella notte del 25 dicembre 2004).
La filosofia principale del centro è quella di proporre e offrire spunti di riflessione politico/culturali attraverso iniziative e produzioni cartacee, tutto rigorosamente gratuito. Lo stesso vale per le iniziative di massa: tutti i concerti sono rigorosamente gratuiti, e i prezzi del nostro bar autogestito sono tassativamente popolari.
Nel luglio 2005 inizia una collaborazione con il progetto “El Estadio del Bae” in sostegno alle comunità del Chiapas; il Donchisciotte organizza un iniziativa di presentazione del progetto all’interno dell’ultima giornata della FESTA DELLA MUSICA 2005, organizzata in collaborazione con l’ARCI e l’associazione Maldarno. Proprio nell’ultima serata, gestita interamente dal Donchisciotte, suonano gratuitamente per la prima volta in valdarno la BANDA BASSOTTI, gruppo storico della scena combat ska/ street punk italiano; partecipano alla serata quasi 1000 persone.
A partire dal Settembre 2005 il donchisciotte propone un incontro con le principali realtà valdarnesi di autogestione, proponendo una collaborazione in favore del riutilizzo degli spazi sociali e la creazione di nuovi spazi popolari autogestiti. Nasce così la VALDARNO SPA (appunto, Spazi Popolari Autogestiti), che comprende al suo interno tutto l’associazionismo locale. L’obiettivo della campagna parte proprio dalla denuncia dei locali in disuso nella vallata, e continua con dialoghi con le amministrazioni comunali per poter gestire nuovi spazi da dedicare ad attività gratuite come spettacoli, teatro, cinema, informazione, corsi di formazioni, iniziative culturali ecc….
A seguito di un immenso bisogno di autonomia, il Centro Attivo Don Chisciotte decide di staccarsi dall’ARCI valdarno, sempre più improntata verso principi di legalità non condivisi, formandosi in associazione autonoma.
Attraverso la VALDARNO SPA e l’incontro con il gruppo teatrale “stella danzante”, tutte le associazioni aderenti alla campagna si impegnano nella produzione di un grosso spettacolo teatrale, “il Re Nazareno” (lavorazione di parte dell’opera “Mistero Buffo” di Dario Fo), formato da attori non professionisti, con problemi di handicap e di integrazione: uno spettacolo che prevede sul palco, oltre agli 11 attori protagonisti, ben 60 comparse del coro, e almeno una ventina di persone alla costruzione delle scenografie, dei costumi, alle luci e alle musiche. Tutto interamente autogestito dalla VALDARNO SPA; il Donchisciotte, ovviamente, ne è parte integrante.
Oltre a tutto ciò, vista la sempre maggiore collaborazione con il Collettivo Antinebbia (grazie anche agli incontri settimanali della Valdarno SPA), il Centro attivo Don Chisciotte entra a far parte di “Officina dell’Informazione”, un progetto di redazione antagonista e autogestita valdarnese.
All’interno della redazione vivono tre organi di informazioni differenti (“skacco al re”, trimestrale di approfondimento politico, “T’SAF”, fanzine mensile culturale e Combat Lab, mensile di informazione “rapida” locale e di opinione), un vasto sito web e progetti futuri di radio on line, con la prospettiva di poter gestire negli anni avvenire un vero e proprio media center valdarnese.
Rispetto ai primi mesi, gran parte delle idee di base non sono cambiate, altre si sono evolute, seguendo l’acquisizione di esperienze e la crescita che ogni singolo aderente al gruppo ha vissuto insieme agli altri, in questi primi anni di auto organizzazione, speriamo destinati a durare il più possibile.
Ovviamente non rifiutiamo nessun tipo di proposta o collaborazione, e nessuna persona disposta a partecipare alla vita gestionale del collettivo e della nostra struttura.
Chiunque abbia proposte, idee, progetti e attitudini può venire a presentarceli all’assembla settimanale che si svolge ogni venerdì sera allo Spazio Popolare Autogestito di Vacchereccia.
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